Una Scampagnata a Punta Campanella

La Primavera è il periodo giusto per una splendida passeggiata immersi nel silenzio della natura, lungo uno degli itinerari paesaggistici di maggiore interesse naturale, storico ed archeologico della nostra Penisola: Punta Campanella.

Iniziamo questa suggestiva passeggiata partendo dalla piazza di Termini; la si può facilmente raggiungere con gli autobus SITA che, dalla stazione di Sorrento, arrivano a Nerano. A destra della chiesa parrocchiale, imbocchiamo via Campanella e – circa 400 metri dopo – arriviamo ad un bivio, proseguendo a sinistra si arriva a Monte San Costanzo (un altro posto suggestivo), scegliendo la strada di destra si inizia la discesa per Punta Campanella. Percorrendo una strada che a tratti sembra intagliata nella roccia, davanti ai nostri occhi il paesaggio subisce una straordinaria metamorfosi che ci fa dimenticare i palazzi,le strade e le tante auto che incontriamo in città; il rumore lascia pian piano il passo al silenzio ed alle tante voci della natura … a sinistra la montagna di rocce bianche con la sua tipica vegetazione, a destra il mare, le piccole baie ed insenature che si intravedono tra le rocce.

Fino alla cala di Mitigliano, riconosciamo la tipica macchia mediterranea; in prossimità della Campanella invece, si assiste ad una straordinaria metamorfosi, la vegetazione si trasforma in una macchia bassa molto meno rigogliosa dove trionfano olivi selvatici, mirto, ginepro, rosmarino, elicriso, finocchio marittimo e limonium, che sembra quasi nascere direttamente dalla roccia; la brezza del mare alla quale sono esposti, li modella, facendogli assumere un’insolita forma. E’ qui che nidifica il gabbiano reale, ed è in quest’area che è possibile scorgere il falco pellegrino o il gheppio. Giunti al limite estremo della Punta Campanella scorgiamo, in un selvaggio isolamento, i resti di una Torre cinquecentesca, eretta lì dove sorgeva un Tempio che i greci avevano dedicato alla dea Minerva. Questo lembo estremo della Penisola Sorrentina, conosciuto come Promontorio Ateneo, ha ospitato nel corso dei secoli – per culto e per controllare l’accesso al golfo – templi e stazioni commerciali, opere di difesa e ville patrizie. Arrivando fino alla Torre, possiamo scorgere, ai due lati, due discese verso il mare: quella di destra, costruita in epoca più recente, è ancora agevole; quella di sinistra, più antica, non è utilizzabile..

Al termine di questa lunga discesa – protetta da un faraglione di roccia – si intravede una vasta cavità, conosciuta come “grotta delle Sirene”; è qui che il mare, riflettendo i raggi del sole, crea mille sfumature, che mutano ogni istante. Il paesaggio che si offre al nostro sguardo è … straordinario … di fronte c’è Capri, è così vicina che sembra quasi di poterla toccare con mano; alle spalle il Monte San Costanzo, spoglio e brullo, e poi la piccola baia di Jeranto; tutto è straordinariamente bello e se siamo fortunati da restare fino a sera, possiamo ammirare uno spettacolo di struggente bellezza: il sole che tramonta alle spalle di Capri e crea una magia di luci, ombre e riflessi che forse, neanche il più grande pittore sarebbe in grado di catturare.

© Copyright Surrentum Marzo 2006

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