Una passeggiata alla Marina di Puolo

Pullman SITA, o Pullman arancione della circumvesuviana diretto a Massa; fermata subito dopo la piazzetta del Capo, vicino all’insegna “hotel Dania”.

Proseguite a piedi per la stradina che inizia sotto l’insegna “Hotel Dania”.

Esistono altri 3 sentieri alternativi al precedente, ma questo è il più comodo, pratico e veloce per chi si muove con il pullman della SITA.

L’originale rivo che sfocia sulla spiaggia di Puolo segna l’inizio della costa di Massa Lubrense che prosegue per oltre 20 chilometri.

Alle spalle dell’antico abitato si vedono “‘e Tese”, viottoli a zig zag, che collegano la marina con la rotabile Massa-Sorrento.

Ed ecco la spiaggia lunga ed invitante, con il funzionale stabilimento balneare, i caratteristici ristoranti e i diversi bar, un tabaccaio e l’indispensabile cabina telefonica pubblica.

Dalla spiaggia si nota una vecchia banchina, usata un tempo per consentire il carico delle grosse pietre calcaree estratte dalla vicina cava.

Un tempo, Puolo era conosciuta soprattutto per la cava, che servì per la costruzione della diga foranea del porto di Napoli.

Chiusa negli anni ’60 oggi resta solo l’enorme ferita nella montagna imponente, mentre l’immenso spazio che si apriva di fronte alla stessa, è diventato un enorme parcheggio raggiungibile dalla provinciale Sorrento-Massa attraverso una strada a pedaggio che attraversa quella che fu la proprietà di Achille Lauro, il famoso “Comandante”.

Nei paraggi si intravede un molo di un centinaio di metri che nasconde una solitaria spiaggetta. La piccola baia, magicamente custodita tra il costone calcareo di Capo Massa e la tramoggia usata per caricare i barconi di pietrisco e ghiaia è la famosa… Portiglione.

La tramoggia sorge proprio là dove vecchi testi indicavano i ruderi dei Templi di Giunone ed Ercole.

Portiglione era il primo approdo sicuro della penisola, riparato dai venti e dai mari occidentali provenienti dalla Punta della Campanella, un tempo il mare arrivava fin dentro la grotta della quale si intravede solo l’ingresso.

A destra della spiaggia, vari ruderi di epoca romana resistono inossidabili agli attacchi del tempo, fra questi spicca per bellezza e originalità una cisterna circolare.

Proseguendo via mare lungo la parete calcarea verticale alta circa 5 metri, si raggiunge il limite occidentale della Baia di Puolo: il Capo di Massa, meglio noto come Capo Villazzano.

La Marina di Puolo si trova solitaria e altezzosa a metà strada tra Marina Grande a Sorrento e Marina della Lobra (Massa). A guardarla dal mare, qualche visitatore poco attento, potrebbe scambiarla per la Marina di Massa come disse Sardella, ma… “Chesta nun è Massa”.

Raccontano gli anziani del luogo, che Sardella, un pescatore della Marina Grande trasportava i viaggiatori giunti a Sorrento e diretti a Massa, con la sua barca.

Un giorno litigò con un turista taccagno. Sbarcato a Sorrento il viaggiatore, pur volendo evitare il percorso Sorrento/Massa via terra, non era disposto a pagare il costoso pedaggio di Sardella. Dopo un’estenuante trattativa, Sardella (apparentemente) cedette, fece salire il viaggiatore in barca, intascò i soldi (la metà del biglietto normale), e iniziò a remare.

Giunti a Puolo (che precede Massa di svariate miglia) accostò, fece scendere il passeggero facendogli credere che si trattasse della Marina della Lobra (approdo di Massa Lubrense) e andò via.

Da quest’aneddoto nasce il consueto detto: “Chesta è Massa – dicette Sardella” al passaggio davanti alla Marina di Puolo.

Maria Caccaviello

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