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La Chiesa dell’Addolorata

Costruito per volontà dei patrizi sorrentini, l’ edificio fu considerato a lungo come la chiesa dei nobili di Sorrento. Pur trovandosi nel cuore della città, quella dedicata alla Madonna Addolora è una delle più giovani chiese di Sorrento perché inaugurata nel 1739.

Dopo lunghi lavori di restauro la Chiesa dell’ Addolorata di Sorrento, anche conosciuta come Chiesa della Vergine dei Sette Dolori di Sorrento, è stata finalmente riaperta.

Pur trovandosi nel pieno centro storico della città – lungo Via San Cesareo, a pochi passi dal Sedil Dominova di Sorrento – essa è una delle più “giovani” chiese di Sorrento.

La sua inaugurazione, infatti, risale al 1739.

L’ edificio sacro sorrentino fu realizzato per espressa volontà dei patrizi sorrentini. Una particolarità, questa che ha fatto sì che, a lungo, proprio la Chiesa dell’ Addolorata fosse considerata come la chiesa dei nobili di Sorrento.

Bell’ esempio di barocco, l’ edificio di culto è ricco di stucchi.

Il suo portale d’ ingresso è realizzato con tufo grigio (pietra tipica della Penisola Sorrentina).

La pianta della Chiesa, invece, è a croce greca, mentre, il suo pavimento è lastricato con mattoni rossi del settecento.

Al suo interno, sull’ altare maggiore, è possibile ammirare una statua della Madonna Addolorata (anch’ essa di epoca settecentesca).

Per “arredarla” i nobili decisero di rivolgersi ad uno dei più famosi pittori del tempo: Carlo Amalfi.

Proprio Carlo Amalfi, infatti, pur essendo nato in Penisola Sorrentina, fu particolarmente apprezzato a Napoli che – a quel tempo – era la capitale del Regno delle due Sicilie.

Tra i suoi lavori, infatti, figurano anche quelli che abbellirono la Sala del Gran Consiglio del Tribunale all’ interno di Castel Capuano oltre che un ciclo di affreschi in cui sono ritratti il Re Carlo di Borbone a cavallo ed i primi Legislatori del Regno.

Tra le molte personalità che si affidarono a Carlo Amalfi per far realizzare i proprio ritratti, inoltre, figurano il cardinale sorrentino, Antonino Sersale ed il Principe Raimondo di Sangro (che fu conosciuto anche come il principe Raimondo di Sansevero).

Grazie alla collaborazione con il principe – famoso per i suoi studi alchimistici – il pittore imparò ad usare i colori eleoidrici che furono utilizzati, tra l’ altro, per i dipinti del celebre Tempio della Pietà a Napoli (appartenente alla famiglia di Sangro) ed in particolare per il ritratto del principe Raimondo.

Per le due cappelle laterali della Chiesa dell’ Addolorata di Sorrento, invece, l’ artista realizzò due grosse tele. Su di una raffigurò la Sacra Famiglia, mentre sull’ altra, ritrasse la Santissima Trinità in Gloria.

Fabrizio Guastafierro

[Photo Credits]

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