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Il fascino e la magia della tradizione a Marina Grande

In estate, quando il sole indugia più a lungo prima di cedere il posto alla luna, non vi è nulla di più piacevole di una passeggiata a piedi nel Borgo di Marina Grande; soprattutto se la strada da percorrere permette di immergersi in un mondo senza tempo con i suoi ritmi e le sue tradizioni. Sembra quasi un piccolo universo a parte, che difficilmente si lascia toccare dallo sviluppo, spesso frenetico, che anima le zone vicine.

Qui la vita ha le sue cadenze, la comunità, molto unita, tenacemente ancorata ai suoi valori familiari e alle sue tradizioni lavorative e religiose, ama il mare e vive in simbiosi con esso, qui il tempo … sembra scorrere più lentamente che altrove!

Questo caratteristico borgo marinaro è adagiato alla foce del vallone che chiudeva, ad occidente, la città vecchia; in alto era attraversato dal ponte di Parsano, da cui partiva la Via Minerva che conduceva al tempio dedicato alla dea Atena posto sulla Punta Campanella. Un rincorrersi di gradoni in pietra di sapore medievale, collega il centro storico di Sorrento a Marina Grande. Giunti alla fine dei gradoni, si arriva sotto l’arcata della suggestiva Porta di Marina Grande, fino al XV secolo, unico accesso alla città dal mare. Il tempo ha gelosamente custodito gran parte dei lineamenti dell’antica porta greca e delle mura che fiancheggiano la via che conduce alla porta.

La tradizione racconta che il 13 giugno 1558, i turchi entrarono e saccheggiarono la città di Sorrento proprio attraversando la porta di Marina Grande, aperta – di nascosto – da uno schiavo della famiglia Correale. Partiti i saraceni, gli abitanti costruirono una salda cinta muraria, la porta fu restaurata ed incorporata nella cinta. Passeggiando lungo via Marina Grande, si incontra un’antica villa a picco sul mare “Villa Tritone”, circondata da un giardino ricco di straordinarie piante esotiche. Edificata vicino ad un antico convento, deve la sua fama – oltre alla posizione e alla singolare bellezza, al soggiorno di Benedetto Croce che, durante i bombardamenti del 1942, trovò rifugio in questo piccolo paradiso e qui incontrò molti personaggi politici come Togliatti, De Nicola, il re Umberto di Savoia ed il generale Clark. Una lapide posta nei pressi del portone ricorda, ai passanti, il soggiorno di Croce. Giunti alla fine della strada, agli occhi del viaggiatore si presenta un dipinto di straordinaria bellezza, quasi d’altri tempi: una piccola insenatura che ospita un delizioso e caratteristico villaggio di pescatori, uno stretto arenile e stabilimenti balneari … questa è Marina Grande. Qui la spiaggia è vissuta come spazio comune da usare per il lavoro ed il tempo libero di tutta la comunità; ecco che, passeggiando, è possibile incontrare i pescatori seduti all’ombra delle barche tirate a secco, che riparano – a mano – le reti e raccontano, ai bambini e al visitatore curioso, storie e avventure fantastiche di marinai coraggiosi che hanno appreso dai loro nonni secondo un’antica tradizione orale.

Su questa spiaggia, in un cantiere navale a cielo aperto, erano realizzati i famosi “gozzi sorrentini”, imbarcazioni di legno ad una vela, maneggevoli ed affidabili, creati da veri artisti e maestri del legno e adottati dai pescatori di tutto il golfo.

Al centro della Marina, sorge la Chiesa di Sant’Anna, protettrice del borgo, edificata dai pescatori della Confraternita di San Giovanni in Fontibus, e dedicata in un primo momento alle anime del purgatorio ed in seguito a Sant’Anna. La domenica successiva il 26 luglio – giorno dedicato alla santa – il borgo si veste a festa, la baia si popola di barche e il mare si illumina di coloratissimi fuochi d’artificio.

Anticamente era una festa dal sapore pagano, con fuochi a mare e barche che giungevano a Marina Grande dai borghi vicini, recando prodotti tipici; la festa si concludeva con musica e danze sulla spiaggia che duravano tutta la notte.

Oggi Marina Grande conserva, gelosamente, il profumo di tradizioni d’altri tempi che si mescola, in un delizioso connubio, con la brezza del mare … piccole case, barche tradizionali e deliziosi ristorantini sul mare che si inseriscono nel tessuto del borgo senza modificarne l’originaria vocazione di villaggio di pescatori. Un salto nel passato, alla scoperta di tradizioni e sapori dimenticati per ammirare, seduti sulla sabbia, un tramonto ricco di magia.

Concetta Caccaviello

[Photo Credits]

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