Museo Mineralogico Campano

Nelle sale della struttura, 3.500 preziosi e rarissimi reperti provenienti da tutto il mondo.

(AGO PRESS) A meno di cinquanta metri da piazza Umberto I, “cuore” di Vico Equense, ci si può immergere nei segreti della natura e in quelli dell’evoluzione della vita visitando il Museo Mineralogico Campano istituito nel 1992 dalla Fondazione Discepolo, ente morale nato dalla collaborazione tra la famiglia Discepolo ed il comune di Vico Equense.

Sorto per ospitare nelle sue sale la grande collezione di minerali provenienti da tutto il mondo raccolti in 50 anni di ricerca dall’ ingegnere Pasquale Discepolo, il museo ha visto durante la sua attività crescere notevolmente il suo patrimonio espositivo. Nucleo centrale delle collezioni esposte sono ancora i 3.500 minerali, su un totale di 5.000 campioni della collezione Discepolo, appartenenti a 1.400 specie differenti provenienti da tutto il mondo. Il funzionale allestimento ricalca quello adottato dai musei scientifici con collocazione delle nove classi in cui si divide il mondo dei minerali in una o più vetrine. Sono così presenti espositori dedicati agli ossidi, elementi nativi, solfuri, solfati, carbonati.

Interessante, inoltre, la visione della sezione dedicata ai minerali del Vesuvio-Monte Somma e a quelli fluorescenti che assumono sgargianti colori sotto l’azione della luce ultravioletta. Nel 1997 è stata istituita la sezione paleontologica che vanta esemplari di rettili del Permiano (250.000.000 di anni), come il “Mesosauro” e il “Notosauro”. Tra gli altri campioni in mostra si evidenziano due “Uova di Dinosauro”, ed altri fossili di vegetali ed animali, relativi alle principali ere dell’evoluzione della vita sulla Terra. Nel marzo 1999 il Museo si è arricchito di un diorama con il modellino di “Ciro”, lo “Scipionyx Samniticus”, il cucciolo di dinosauro rinvenuto a Pietraroia (Bn) e di numerosi reperti di dinosauri del Nord America donati dal celebre paleontologo canadese Philip J.Currie, primo insignito del premio scientifico “Capo d’Orlando”, intitolato alla località di Vico Equense dove nel XIX secolo vennero rinvenuti pesci fossili del Cretaceo.

Tra gli altri insigniti del premio da ricordare il professor John Forbes Nash, cui si è ispirato il film “A beautiful mind”, premio Nobel per l’Economia nel 1994, e il Professor Riccardo Giacconi, premio Nobel per la Fisica nel 2002. Nel marzo 2001 è stata inaugurata la sezione dedicata alle “Gemme” che ospita oltre 500 campioni di pietre dure con varie faccettature, dono degli architetti Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo. Dal novembre 2002 il Museo presenta la sezione antropologica con reperti litici, del Paleolitico e del Neolitico, tra cui una splendida incisione rupestre, rinvenuti in Nord Africa e donati da Angelo Pesce. Le collezioni museali e la storia del premio “Capo d’Orlando” sono consultabili sul sito www.museomineralogicocampano.it


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